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Passo
notti a guardare dalla mia finestra il
cielo, in quelle splendide notti, con la luna piena, per scorgere
tra le tante stelle quella che brilla più di tutte.
Una sera mi fu chiesto,
DAL MIO BEL CAVALIERE ERRANTE,
se
conoscevo il nome di quella che brillava più di tutte, e io risposi
con un sorriso e una battuta, quel sorriso che non credo potrò mai
più ritrovare, quando dolcemente mi posò la mano sulla spalla e
indicando con il dito un punto fermo dell’universo mi disse:
E’ MARTE
Mentre parlava, capii dal suo
linguaggio corporeo, che la sera passata nella camera
numero 21 era stata la prima ma anche
l’ultima. Mi disse di non dimenticare quel numero, e io non l’ho mai
fatto e non credo che mi sarà più
possibile.
In quel preciso istante, fui
consapevole che non avrei mai più goduto del
suo profumo, delle sue mani, del suo corpo, delle sue labbra, così,
decisi, quella stessa sera, di donargli tutto quello che mi fosse
possibile e “impossibile”:
GLI CONCESSI LA
MIA ANIMA, IL MIO SPIRITO.
Avevo vissuto tutto il periodo
della nostra, se pur breve, conoscenza e quella sera stessa su
quella stella.
ERA TEMPO DI TORNARE A CASA
Continuo ad aprire tutte le
notti la finestra della mia camera.
MARTE!
La vedo, e con
essa anche il riflesso di quel volto che
non riesco e che non voglio far sparire, il vento soffia
incessantemente e l’eco che produce, lo confondo con il suono della
sua voce che continua ad echeggiare nella mia mente.
“ Chi lo sa se guarda il cielo
nelle notti stellate e pensa a MARTE come lo
penso io o come un semplice pianeta”.
SONO TORNATA A CASA, MA COME VORREI
NON AVERLO MAI FATTO
Ti amo, mio dolce e tenero
sogno.
Mi hai
lasciata?
Non lo so. I grandi poeti
dicevano che si viene lasciati da chi si
ha avuto, e io sono certa che tu non mi sia mai appartenuto.
Ho vissuto
emozioni, sensazioni indicibili, più forte di quanto
umanamente possibile immaginare.
Rivivo
quella sera tutte le notti nel mio letto, come se stesse
succedendo in quel preciso istante.
Non ho mai tentato una sola
volta di dimenticare, non potrei, sei l’unico punto di congiunzione
tra me e L’ETERNITA’.
Sei custode e possessore della
mia anima e quindi delle mie emozioni, e attraverso i tuoi occhi
godo della bellezza della vita e
dell’esistenza terrena.
Sei e resterai per sempre il
mio LUPO
il mio
LUCIFERO, colui che è riuscito a rubare il mio cuore,
quel cuore senza il quale non mi è permesso più di amare e di
desiderare nessun altro.
Quando
parlavano di noi, d’amore, di passione, eri il primo ad esprimersi,
ora per me restano solo ricordi.
Ti sentivo, nonostante non ti
avessi mai incontrato, mi sono
innamorata di te pur non conoscendoti, ma poi tra noi si è insinuato
quella che nessuna anima sensibili vorrebbe mai incontrare.
E’ stata in panchina per tutto
il tempo, come un calciatore. Si, quello che aspetta impaziente che
qualcuno si faccia male o venga
sostituito per poter giocare.
LA REALTA’!!
E’ drammatico fare i conti con
lei, ti rendi conto che uccide i sogni ed
è troppo forte, con lei non puoi competere.
Ed
eccola che corre, imponente, raggiunge la meta.
Il gioco è finito.
ABBIAMO PERSO.
Un giorno leggendo una massima
di Herman
Hess, ebbi un tuffo al cuore, perché
sapevo che quello che scrisse era l’esatta interpretazione del
concetto AMORE alla quale avevo sempre creduto.
Cito
“L’amore si può mendicare,
comprare,
regalare,
lo
si può trovare per strada,
ma
non la si può estorcere”
L’ho dedicata a lui e come
vorrei non l’avesse mai dimenticata.
Come
vorrei che non avesse mai dimenticato che per me lui è come
il vestito che cuce il sarto, piccole imperfezioni che rendono
l’abito particolare e unico, ma ti calza a pennello.
Esco dalla sua vita, in punta
di piedi come sono entrata.
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