"IL MIO PIANETA MARTE "

 ***Titty***
 

Passo notti a guardare dalla mia finestra il cielo, in quelle splendide notti, con la luna piena, per scorgere tra le tante stelle quella che brilla più di tutte.

Una sera mi fu chiesto, DAL MIO BEL CAVALIERE ERRANTE,  se conoscevo il nome di quella che brillava più di tutte, e io risposi con un sorriso e una battuta, quel sorriso che non credo potrò mai più ritrovare, quando dolcemente mi posò la mano sulla spalla e indicando con il dito un punto fermo dell’universo mi disse:

E’ MARTE

Mentre parlava, capii dal suo linguaggio corporeo, che la sera passata nella camera numero 21 era stata la prima ma anche l’ultima. Mi disse di non dimenticare quel numero, e io non l’ho mai fatto e non credo che mi sarà più possibile.

In quel preciso istante, fui consapevole che non avrei mai più goduto del suo profumo, delle sue mani, del suo corpo, delle sue labbra, così, decisi, quella stessa sera, di donargli tutto quello che mi fosse possibile e “impossibile”:

GLI CONCESSI LA MIA ANIMA, IL MIO SPIRITO.

Avevo vissuto tutto il periodo della nostra, se pur breve, conoscenza e quella sera stessa su quella stella.

ERA TEMPO DI TORNARE A CASA

Continuo ad aprire tutte le notti la finestra della mia camera.

MARTE!

La vedo, e con essa anche il riflesso di quel volto che non riesco e che non voglio far sparire, il vento soffia incessantemente e l’eco che produce, lo confondo con il suono della sua voce che continua ad echeggiare nella mia mente.

“ Chi lo sa se guarda il cielo nelle notti stellate e pensa a MARTE come lo penso io o come un semplice pianeta”.

SONO TORNATA A CASA, MA COME VORREI NON AVERLO MAI FATTO

Ti amo, mio dolce e tenero sogno.

Mi hai lasciata?

Non lo so. I grandi poeti dicevano che si viene lasciati da chi si ha avuto, e io sono certa che tu non mi sia mai appartenuto.

Ho vissuto emozioni, sensazioni indicibili, più forte di quanto umanamente possibile immaginare.

Rivivo quella sera tutte le notti nel mio letto, come se stesse succedendo in quel preciso istante.

Non ho mai tentato una sola volta di dimenticare, non potrei, sei l’unico punto di congiunzione tra me e L’ETERNITA’.

Sei custode e possessore della mia anima e quindi delle mie emozioni, e attraverso i tuoi occhi godo della bellezza della vita e dell’esistenza terrena.

Sei e resterai per sempre il mio LUPO il mio LUCIFERO, colui che è riuscito a rubare il mio cuore, quel cuore senza il quale non mi è permesso più di amare e di desiderare nessun altro.

Quando parlavano di noi, d’amore, di passione, eri il primo ad esprimersi, ora per me restano solo ricordi.

Ti sentivo, nonostante non ti avessi mai incontrato,  mi sono innamorata di te pur non conoscendoti, ma poi tra noi si è insinuato quella che nessuna anima sensibili vorrebbe mai incontrare.

E’ stata in panchina per tutto il tempo, come un calciatore. Si, quello che aspetta impaziente che qualcuno si faccia male o venga sostituito per poter giocare.

LA REALTA!!

E’ drammatico fare i conti con lei, ti rendi conto che uccide i sogni ed è troppo forte, con lei non puoi competere.

Ed eccola che corre, imponente, raggiunge la meta.

Il gioco è finito.

ABBIAMO PERSO.

Un giorno leggendo una massima di  Herman Hess, ebbi un tuffo al cuore, perché sapevo che quello che scrisse era l’esatta interpretazione del concetto AMORE alla quale avevo sempre creduto.

Cito

“L’amore si può mendicare,

comprare, regalare,

lo si può trovare per strada,

ma non la si può estorcere”

L’ho dedicata a lui e come vorrei non l’avesse mai dimenticata.

Come vorrei che non avesse mai dimenticato che per me lui è come il vestito che cuce il sarto, piccole imperfezioni che rendono l’abito particolare e unico, ma ti calza a pennello.

Esco dalla sua vita, in punta di piedi come sono entrata.